Storia della Pallavolo: Regole e Regolamento

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La pallavolo, nasce negli Stati Uniti, e più precisamente nella città americana di Holyhoke, nello stato del Massachusetts, quando William G. Morgan, che di professione faceva l’istruttore di educazione fisica in un college dell’YMCA. L’esordio di questa disciplina, che all’inizio prese il nome di “Mintonette”, avvenne il 9 febbraio dello stesso anno, e la dimostrazione si svolse nel college di Springfield. Si affrontarono due squadre, di cinque giocatori ciascuna. Caratteristica peculiare, il fatto che non c’è contatto fra le due squadre. Nel 1896, lo sport chiamato “Mintorete”, cambia la denominazione in volleyball che letteralmente significa palla sparata. La pallavolo, si diffuse rapidamente, prima nei paesi del sud America, e poi nel resto del mondo. Dal 1964, la pallavolo è entrata a far parte del panorama degli sport olimpici. Per quel che riguarda il regolamento, ciò che cambia fra maschile e femminile, è l’altezza della rete: metri 2.42 per il maschile, metri 2.24 per il femminile.

I punti. Il gioco della pallavolo, si gioca sulla distanza dei 3 set vinti su 5. Per farla breve, la squadra che arriva per prima a tre set, vince la partita.

Punteggi. Nel corso degli anni, la modalità del punteggio è cambiata. Fino alla fine degli anni 80 dello scorso secolo, una squadra si aggiudicava un set, quando arrivava a conquistare 15 punti con una differenza di 2 dalla squadra avversaria. Per conquistare il servizio, tecnicamente la battuta, e andare a punto, la squadra che la subiva, doveva prima mettere la palla a terra nel campo avversario e conquistava il cambio palla. Con l’introduzione del “Rally point sistem”, i punti necessari per vincere un set, furono portati a 25, con scarto di 2 per i primi quattro set. In caso di parità, si gioca un ulteriore set a 15. Prima dell’avvento del Rally point sistem in forma integrale, veniva usato solo per il quinto set. La differenza fra prima della riforma del punteggio e ora, sta nel fatto che quando la squadra che difende conquista il servizio, conquista anche il punto.

Il timeout. E’ la pausa tecnica che i due allenatori hanno a disposizione. Fino a due stagioni fa, le pause tecniche, valide per quattro set, erano così suddivise: due time out tecnici che scattavano quando una delle due contendenti arrivava per prima a quota 8 e a quota 16, e due discrezionali, chiamati dai due tecnici, in caso di necessità. Lo scorso anno, il timeout tecnico è stato ridotto a 1, e veniva concesso a 12. Da quest’anno, sono a disposizione solo i due discrezionali per ciascun set. La regola del timeout tecnico a 8 e a16, è rimasta in campo internazionale.

Le sostituzioni. Per ciascun set, i due tecnici hanno a disposizione 6 sostituzioni.

di Marco Guerrato